Ripensare l’esperienza dei dipendenti: dai benefici al sostegno

I classici pacchetti di benefit non garantiscono più la fidelizzazione: il futuro appartiene alle aziende che sostituiscono il rapporto puramente transazionale con un sostegno autentico, basato sull’empatia, sull’autonomia e su un obiettivo comune.

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Negli ultimi anni, le aziende hanno investito somme ingenti in benefit per i dipendenti — dagli abbonamenti alla palestra, alle assicurazioni private e ai servizi per il benessere, fino agli spazi di lavoro moderni. Tuttavia, gli studi dimostrano che un generoso pacchetto di benefit materiali non è più sufficiente per mantenere un elevato livello di coinvolgimento e fidelizzazione.

L’articolo «Rethinking Your Approach to the Employee Experience» pubblicato su Harvard Business Review sottolinea che le organizzazioni devono abbandonare l’approccio tradizionale, basato esclusivamente su «cosa offriamo ai dipendenti», e concentrarsi su «come li facciamo sentire». Al posto di un contratto puramente transazionale, le aziende di successo costruiscono ciò che gli esperti definiscono un “Human Deal” (un accordo incentrato sull’aspetto umano).

Per ridefinire con successo l’esperienza dei dipendenti, i leader e i dipartimenti delle risorse umane devono porre l’accento su quattro pilastri fondamentali:

1. Entrare in contatto con la vita dei dipendenti al di fuori dell’ufficio
I dipendenti non vogliono più separare completamente la propria identità personale da quella lavorativa, ma desiderano che i manager comprendano le loro sfide, le responsabilità familiari e gli impegni personali. Un ambiente basato sulla fiducia e sull’empatia, in cui i manager offrono sostegno e flessibilità quando sorgono problemi personali, aumenta la fedeltà e il senso di sicurezza.

2. Offrire una reale autonomia (“Flessibilità radicale”)
La flessibilità non significa più solo la possibilità di lavorare da casa due giorni alla settimana. Una flessibilità radicale, attraverso la quale i dipendenti ottengono autonomia non solo sul luogo in cui lavorano, ma anche sull’orario, sulle priorità o sulle modalità di esecuzione, aumenta la percentuale di dipendenti con prestazioni elevate.

3. Promuovere lo sviluppo personale, non solo quello professionale
Tradizionalmente, le aziende investono in corsi e formazione strettamente legati alla mansione lavorativa. Tuttavia, i dipendenti cercano opportunità che sostengano il loro sviluppo olistico — che si tratti di parlare in pubblico, imparare una lingua straniera o partecipare a progetti comunitari. Ampliare il concetto di “sviluppo” stimola la capacità di apprendimento e aumenta il desiderio dei dipendenti di rimanere in azienda.

4. Promuovere uno scopo comune e condiviso
I dipendenti moderni desiderano che l’organizzazione di cui fanno parte abbia una missione chiara e un impatto positivo sulla società. Si aspettano che i leader prendano posizione su questioni sociali e ambientali importanti. L’allineamento dei valori personali del dipendente con lo scopo dell’azienda crea un senso di appartenenza.

Conclusione

Il pacchetto retributivo e i benefici di base continuano a essere importanti, ma rappresentano solo la soglia minima. La vera differenza nell’attrarre e trattenere i talenti deriva dal modo in cui un’azienda riesce a integrare l’empatia, l’autonomia, lo sviluppo personale e l’obiettivo comune nella propria cultura quotidiana.

La ridefinizione dell’esperienza dei dipendenti è, in definitiva, un passaggio dalla gestione delle risorse umane al sostegno delle persone.